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Ragade anale: tempi di guarigione, sintomi e cosa fare se non migliora

La ragade anale è una piccola ferita sul canale anale che provoca sanguinamento e dolore, a volte anche molto intenso, durante la defecazione. Tra le cause di questa lacerazione della mucosa ci sono stitichezza o diarrea, uno stile di vita sedentario, traumi e malattie infiammatorie. Guarire dalle ragadi è possibile, con tempi di guarigione ragionevoli. Grazie a formulazioni innovative e abitudini salutari è possibile diminuire il rischio di recidive.
Indice

Cos’è la ragade anale e come si manifesta

Quando la mucosa anale e perianale presenta taglietti superficiali e piccole lacerazioni, in medicina si parla di ragadi. Queste dolorose fessurazioni, che interessano l’epidermide e più raramente il derma, possono essere causate da una ridotta elasticità di questi tessuti o da contratture dello sfintere anale interno. Chi ne è colpito accusa, oltre al dolore durante la defecazione, prurito e bruciore. Spesso a questi sintomi si accompagna sanguinamento.

Ragade anale: tempi di guarigione e fattori che li influenzano

Per la maggior parte delle lesioni i tempi di guarigione sono rapidi – un paio di settimane o poco più. L’applicazione di soluzioni ad azione emolliente, cicatrizzante e riparatrice attenua i sintomi e favorisce la rigenerazione cutanea. Oltre a formulazioni specifiche, è consigliabile uno stile alimentare equilibrato e assumere integratori per migliorare la funzionalità venosa. Inoltre, è buona norma cercare di ridurre lo stress, che rappresenta una delle principali cause degli spasmi sfinterici: si possono usare tecniche di meditazione o scegliere uno stile di vita che bilanci vita e lavoro. In rari casi, e solo su indicazione medica, sono necessari farmaci anestetici o vasodilatatori.

Guarire le ragadi in 5 passi:

  • Spegni il bruciore
    Detergi l’area con prodotti specifici e acqua tiepida rilassante; tampona anziché strofinare
  • Osserva sempre un’igiene intima attenta
    Fuori casa usa salviettine umide per la zona perianale
  • Controlla il prurito
    Opta per formulazioni lenitive e dermo-compatibili
  • Idrata, proteggi e rigenera la mucosa
    Scegli in farmacia prodotti innovativi e testati, da applicare localmente
  • Evita le recidive
    Inserisci nell’alimentazione fibre e principi per il microcircolo della zona anale

Ragadi e alimentazione, c’è correlazione?

Se vi state chiedendo se esista un legame tra ragadi e alimentazione, la risposta è sì. Una delle cause delle ragadi è infatti l’evacuazione di feci dure e voluminose o, al contrario, la diarrea. Episodi isolati di alterata peristalsi non devono allarmare; se invece la condizione non è temporanea, è consigliabile modificare l’alimentazione e adottare un diverso stile di vita. Ciò significa, per esempio, introdurre più fibre durante i pasti, aumentando frutta e verdura; bere due litri di acqua al giorno per ammorbidire le feci e camminare almeno mezz’ora al giorno per attivare le funzionalità intestinali.

Come capire se la ragade sta guarendo: sintomi in miglioramento

Tra i sintomi della presenza di ragadi ci sono il dolore durante la defecazione – può durare alcuni minuti o proseguire per ore – il prurito e il bruciore. Anche il lieve sanguinamento rilevabile da gocce di sangue sulla carta igienica ne è un indizio. L’attenuazione di queste manifestazioni è un segnale del processo di guarigione in atto. 

Cosa fare se la ragade non guarisce: possibili cause e rimedi

Vi siete accorti di ragadi che non guariscono? Se avete già messo in atto i consigli di primo intervento, come  modifica dello stile di vita, uso topico di farmaci specifici, riduzione dello stress, è bene programmare una visita specialistica. Una ragade che non guarisce potrebbe essere la spia di altri disturbi, per esempio di una malattia intestinale infiammatoria.

Ragadi che non guariscono: quando serve un trattamento specialistico

Le ragadi anali sono un disturbo diffuso e, quando non gravate da complicazioni, guariscono. Se ciò non avviene, è consigliabile un trattamento specialistico che include, oltre a visita e anamnesi, anche approfondite indagini diagnostiche. A conclusione dell’iter di valutazione, sarà il medico a indicare la terapia e, in rari casi, l’eventuale trattamento chirurgico.

Abitudini e accorgimenti per non rallentare la cicatrizzazione

Una ragade non guarita può trasformarsi in lesione cronica, oltre a essere una via per infezioni. Per favorire la remissione completa, è utile parlarne con il medico. È bene non interrompere la terapia a fronte di iniziali miglioramenti, continuando a seguire le indicazioni dietetiche. Per accelerare la cicatrizzazione, poi, è indispensabile mantenere l’area anale e perianale pulita, idratata e protetta, favorendo un ambiente umido e sterile. 

Prevenire le recidive dopo la guarigione di una ragade

Per scongiurare recidive, non abbandonate le buone abitudini alimentari e comportamentali già indicate, favorite sempre l’elasticità della mucosa con formulazioni farmaceutiche specifiche e non tralasciate l’efficace gestione dello stress, così da non compromettere il sistema immunitario.